Il Centro Antipanico

Il Centro Antipanico del dott. Giuseppe Calandruccio, psichiatra e psicotarapeuta, si propone di trattare il problema degli attacchi di panico utilizzando tecniche psicoterapeutiche moderne ed efficaci.

Pur essendo a conoscenza dell'efficacia di alcune metodologie come quelle proposte dalla psicologia cognitivo-comportamentale, alcune persone non chiederanno mai aiuto ad uno psicologo, perché una richiesta d'aiuto equivale ad una dichiarazione di non farcela da soli.

Di fatto "farcela da soli" spesso significa decidere "da soli" di chiedere l'intervento di un professionista.

Terapia e innovazioni teoriche

psichiatra

Il recupero ed il miglioramento sono possibili con un'altissima aspettativa di efficacia terapeutica ed è per questo necessario informare sia chi soffre di attacchi di panico che coloro che vivono insieme ad una persona che ne soffre. Il rischio è quello di intraprendere terapie non efficaci, lunghe o energicamente troppo onerose.

Le vecchie terapia focalizzavano l'attenzione sul passato, sul conoscere se stessi e sui contenuti simbolici. Questi trattamenti sono oggi superati.

Le innovazioni teoriche prodotte dalla psicologia cognitivo-comportamentale e dalle tecniche di decentramento, mirate ad insegnare al paziente a mantenere il contatto con la realtà sottraendosi ad una rappresentazione allarmistica e catastrofica della stessa, hanno reso l'intervento psicologico estremamente breve ed orientato sui processi psicologici che mantengono il sintomo ed il disturbo. Ciò su cui basiamo l'intervento non è più legato a capire la causa inconscia del problema, ma a valutare "ciò che il problema sta causando, cosa lo mantiene e cosa lo potrebbe aggravare".

Il problema del farmaco

psicofarmaci

Lo stesso farmaco è nella maggior parte dei casi un palliativo, ovvero non cura ma, quando funziona, attenua per poco tempo i sintomi.

Il problema del farmaco è legato all'azione psicologica che, anziché risolvere il sintomo, in realtà lo mantiene. Spesso diventiamo dipendenti dal farmaco. Lo portiamo sempre con noi, diviene la nostra ancora di salvezza, ci dà sicurezza.

Ma anche questa pseudo-sicurezza non ci aiuta a risolvere il problema, anzi, ne crea un altro: la dipendenza psicologica. Di fatto portare il farmaco non aiuta a risolvere il problema in quanto conferma la percezione psicofisiologica di essere malati.

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