Disturbo da attacchi di panico (DAP)

“Mi sento morire… mi manca l’aria… il cuore batte all’impazzata… ho paura di perdere il controllo…Chi non l’ha provato non può capire quanto si soffra”.

Il disturbo da attacchi di panico (DAP) è una situazione di No way out , ovvero una frequente percezione di non avere scampo, di non avere vie di uscita anche se non si sa bene da che cosa.

Cosa è un attacco di panico?

psicologo attacchi panico

L'attacco di panico è un terremoto improvviso che devasta corpo e anima. E' la paura di aver paura, di morire, di impazzire, ed in genere monta lentamente da un disagio fisico ad una condizione marcata di malessere fisico.

Spesso uno stato di panico insorge in pieno benessere come fulmine a ciel sereno, e si accompagna ad intensi sintomi come palpitazioni, tremori, senso di fame d'aria o di soffocamento, costipazione toracica, vertigini, sensazione di vuoto alla testa, intensa paura o terrore, collegati a pensieri catastrofici, la paura di morire, di avere un grave malore, di perdere il controllo, oppure di impazzire. Tutti questi sintomi non sono altro che manifestazioni naturali della paura, ma spesso vengono interpretati come la conferma che stia accadendo qualcosa di catastrofico, con l'unica conseguenza di aumentare ancora di più l'ansia.

"Cosa è successo? Perché è avvenuto?" Inizia così il calvario di chi soffre di un disturbo da attacchi di panico. Iniziamo ad avere paura a temere che si possa ripresentare improvvisamente. "E se ci trovassimo in auto, e se capitasse in un luogo affollato dove non può arrivare facilmente un soccorso, e se succedesse in un posto isolato dal quale può essere difficili o imbarazzante allontanarsi, e se..." Le paure sono pressoché infinite.

Le prime cose a cui si rinuncia in genere sono i mezzi di trasporto pubblici soprattutto la metropolitana, ovvero tutti quei luoghi in cui può essere difficile allontanarsi in caso di crisi d'ansia. La paura aumenta lo stato di tensione e la sensazione d'ansia e, ad un certo punto, arriva il secondo attacco. Paura generalizzata di una fine, di un epilogo, differisce dall’angoscia di morte in quanto è una sensazione molto più estroflessa e rivolta all’esterno, come se tutto il proprio mondo (intorno) implodesse. Questo punto è molto presente nella fase di ansia anticipatoria, si crea una sorta di angoscia, di aspettativa come se qualcosa (o tutto) debba finire per un pericolo imminente.

Arousal (attivazione-eccitamento): è una condizione funzionale ben sviluppata nei mammiferi superiori, atta a gestire situazioni di pericolo, in modo da avere risposte comportamentali rapide ed efficaci (attacco-fuga). Il nostro Arousal perde la sua specificità contestuale nei DAP perché il pericolo esiste solo nella fenomenologia interna dell’individuo.

L'evitamento fobico

evitamento fobico

Chi ne soffre, tende ad associare e a spiegare il panico con il luogo e le condizioni in cui questo si verifica: “Ero in macchina, da allora ho paura di guidare", oppure "Ho bevuto un bicchiere di acqua fredda, si è bloccata la digestione e sono andata al pronto soccorso, ma non avevo nulla, mi hanno fatto una puntura di Valium, da allora bevo solo acqua tiepida anche se ogni volta mi sale l’ansia”.

Alcune persone avvertono l’attacco in situazioni tipiche quali in luoghi chiusi, sui mezzi pubblici, alla guida in mezzo al traffico o in autostrada, su ponti, tangenziali, in ascensore, in luoghi con aria viziata, a letto di notte.

In genere dopo alcuni attacchi la persona impara ad evitare le situazioni sopra descritte dove gli attacchi si sono verificati. Subentra così l’ evitamento fobico, parte integrante del disturbo. Spesso la persona ha bisogno di qualcuno fidato che la accompagni, le stia accanto e non esce o non va in quei luoghi se non accompagnata.
 

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